Molto buona la pima --- Video e pagelle

Inter-Genoa 2-0 gol NAGATOMO, PALACIO

Pagelle

HANDANOVIC  6    poco impegnato ma quando serve è sempre presente e lucido
CAMPAGARO  7   efficace forte e determinato il leader della difesa
RANOCCHA    6,5  non sbaglia niente,buona prestazione si rende pericoloso di testa
JUAN JESUS   7    forte, fisicamente insuperabile combatte con gilardino e vince
JONATHAN     6,5  un altro giocatore rispetto all’anno scorso
GUARIN           7   nel primo tempo non trova la posizione nel secondo si scatena
CAMBIASSO   6,5 fa la guardia e se la difesa non soffre è anche per merito suo
KUZMANOVIC 6   si impegna molto lotta a centrocampo fa il suo
NAGATOMO   6,5  il 1 tempo sbaglia troppo si rifà nel 2 con il gol che sblocca
ALVAREZ      7,5  prestazione eccellente fa i numeri con il pallone e vince i contrasti
PALACIO        7   il 1 tempo corre a vuoto nel secondo appena ha l’occasione segna

ICARDI           6,5 subentra e va vicino al gol colpendo la traversa
KOVACIC       7   questo è forte e si vede, il pallone fa quel che vuole lui
TAIDER          6,5 entra tardi recupera 2 palloni importanti con grande personalità

MAZZARRI   7  parte con una formazione giudiziosa, la cambia al meglio nel momento giusto , il lavoro fisico fatto durante l’estate è evidente, la squadra finisce in crescendo

 

 

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video di Inter Channel

IL VENTO NON E' CAMBIATO ……..

Per chi tifa e segue l'Inter non è certo una novità, ma assuefatta e rassegnata abitudine. Quella di leggere giudizi secchi e definitivi prima ancora che i giochi siano iniziati. Intendiamoci, nessuno di noi è pronto a far galoppare il proprio ottimismo su spensierate praterie. Abbiamo ancora negli occhi la recente stagione fatta di speranze soffocate, di errori (in parte) prevedibili, di cadute dolorose. Cauti, attendiamo di scoprire quanto la nuova Inter abbia mutato pelle. Consapevoli che nessun cambiamento fondamentale avviene dal giorno alla notte. Nessuno.

Le prime analisi che leggiamo sui giornali abbracciano il mercato e la fase di pre-campionato. Sulla Gazzetta dello Sport di oggi scopriamo che in alcuni casi le sonore batoste (il nostro caso, per l'esattezza) hanno un sapore irreparabile, in altri sono schiaffoni utili (per la Fiorentina). La Juventus in pre-campionato strappa un bel 7 come voto. Poco importa che abbia perso tutte le amichevoli. Ha vinto la Supercoppa e le amichevoli non contano, dirà qualcuno. Mettiamoci d'accordo allora su un metro di giudizio che sia universale per tutti. Perché perdere con il Chelsea in amichevole non può allora essere considerato un affronto all'umanità. E va bene che l'Inter al suo primo impegno ufficiale ha battuto il Cittadella (nessuno di noi è cieco), ma da qui a definire un 4-0 "brodino", c'è una terra di mezzo di definizioni più consone. Meno sbilanciate.

Le accuse più grandi vengono da Sconcerti, giornalista del Corriere della Sera. "Quello che hanno fatto questa estate all’Inter è troppo per tutti. Nessun presidente, una società sul filo, dirigenti continuamente sulla porta, nessuna possibilità di investire. Solo un grande attaccante, Palacio, che però hanno anche le altre squadre (Higuain, Tevez, Gomez, Klose, Vucinic, Destro, Rossi). La parte migliore resta Mazzarri, ma il gioco deve ancora cominciare. Stiamo tutti aspettando."

Anche noi stiamo aspettando. Il giorno in cui le critiche saranno più pertinenti alla realtà. Non si capiscono le accuse a Moratti, al contrario molto presente nella fase di pre-campionato e fautore di una presa di posizione pubblica forte e chiara rispetto alla vicenda societaria. Nessuna possibilità di investire? Quindi Icardi, Belfodil e Taider non li abbiamo pagati? Non rientrano nella voce investimenti? Il Milan ad oggi ha preso Saponara e Poli. Non esattamente la definizione di mercato ricco ed esaltante. Eppure leggiamo che dopo la Juve è la squadra più vicina all’esattezza. Il Milan ha tutto, anche se non troppo di tutto. È già molto dentro. E il fatto di dipendere da Balotelli non è percepito come una caratteristica negativa. Lo è invece nel caso dell'Inter che, si legge, ha "solo" un grande attaccante. In un mondo ideale le critiche hanno un fondamento e nessuna bandiera. In un mondo ideale evidentemente molto lontano dal nostro.

Twitter @SBertagna
Fonte: Fcinter1908.it

Dejan Stankovic |5 best Goal Ever|

I 5 colpi del DRAGO

STANKOVIC IL DRAGO

Un onore averi incontrato sulla nostra strada, di sei dimostrato un Campione vero
hai onorato la maglia dell'INTER , sarai per sempre nei nostri ricordi più belli

grazie Deki




……… MAZZARRI

OH NOOOOOOO

mazzarri_napoli.jpg

Sia chiaro, a stretto giro appoggeremo tutti il culo sulla stessa barca e remeremo tutti nella stessa direzione, anche prima di adagiarci nell'abbraccio mortale di Pinzolo. L'Inter rimane, il resto è caduco, terribilmente caduco. Dopo Lippi, cosa volete che sia mai un Mazzarri? E anche se siamo tornati inaspettatamente alla modalità "prendo un allenatore che sta sul cazzo a tutti", basterà la prima conferenza stampa nella saletta amica di Appiano per ricompattare le fila morali. Il sillogismo sarà tipicamente socratico: amo l'Inter, Mazzarri allena l'Inter, amo Mazzarri. Mentre scrivo sto facendo il primo training autogeno dell'era Mazzarri. M A Z Z A R R I. Incredibile ma vero, Mazzarri è il mio allenatore. Mi sta pesantemente sui coglioni ma tant'è: mi era simpatico Lippi, mi attizzava Gasparini? E allora, che sarà mai un Mazzarri? Le grandi aziende chiedono per caso a tutti i dipendenti di dare il gradimento al nuovo manager che triturerà gli zebedei a uno a uno? Mazzarri non mi deve stare necessariamente simpatico. Mi accontenterei di vedere l'Inter tornare in una dimensione decorosa, con Mazzarri (ogni volta che scrivo Mazzarri mi do un pizzicotto) a metterci la firma.

Mi spiace per Strama. Mi spiace, intanto, per come riusciamo sempre a rendere patetici i finali, confermando gente  già giubilata e giubilandola in leggera differita, tra interviste imbarazzanti e dichiarazioni indichiarabili. Facendo due più due, questa operazione sembra solo l'epilogo di un discorso intavolato già da qualche mese, da quando Mazzarri nicchiava sul suo futuro a Napoli e da quando a Milano le cose cominciavano ad andare a schifìo e montava il dubbio sul giovane, rampante e impotente allenatore. Mi spiace per Strama perchè gli è capitata una sfiga epocale e impietosa, e mi spiace perchè il progetto Strama (affidare l'Inter a un ragazzo) aveva un suo fascino e un suo perchè. Mi spiace che Strama venga giudicato soprattutto per le ultime settimane, ma mi spiace anche dirgli che no, Andrea, un'Inter così neanche nei peggiori incubi, parliamoci chiaro. D'accordo le assenze, d'accordo gli infortuni, d'accordo la sfortuna: ma l'Inter degli ultimi due o tre mesi (soprattutto l'ultimo) era un'Inter da prendere a calci in culo e, per il principio dei vasi comunicanti, l'allenatore di quest'ultima Inter era un allenatore da esonero. Mi spiace, ma è così.

Forse a quest'Inter serve un antipatico. Serve uno che resetti tutto senza troppe riserve e provi a rimettere in moto. Spegni e riaccendi. All'ultima inguardabile Inter, dopo la siesta immeritata, servirà risvegliarsi e trovare un'altra faccia: non più quella d'angelo di Strama ma quella antipatica di Mazzarri. Forse serve anche  noi. Gli ultimi mesi di Inter sono stati un pianto totale. Non ce lo vedevo Strama sull'uscio di Pinzolo tipo sergente Hartman a strizzare i coglioni ai marmittoni arrivati noni in campionato. Mazzarri invece ce lo vedo. Non mi farà battere il cuore, ma gli affido virtualmente questo sporco lavoro. Sennò ci rivediamo al prossimo esonero, senza magone. Anche questo è un bel vantaggio. Viva l'Inter, viva Mazzarri. Mazzarri? (pizzicotto) Mazzarri, sì, rob de matt. Risvegliatemi verso fine agosto, non prima.

articolo tratto da http://settore.myblog.it/

Ti voglio raccontare un storia ….

Ti voglio raccontare un storia ….
la storia di un ragazzo semplice che aveva solo poco più di 20 anni e veniva da lontano.
Pensava di essere solo di passaggio ma sin da subito si è impegnato al massimo. Non si fermava mai e i suoi capelli non si scomponevano mai e con il tempo ha conquistato tutti.
Era capace di giocare in tanti ruoli, all’inizio dicevano che era un jolly, ma lui era di più , molto di più .
La sua storia con noi è durata 18 anni…… e dura ancora.
Insieme a lui prima abbiamo sofferto anche per le ingiustizie e poi abbiamo vinto tutto, ma proprio tutto …….
Ha una famiglia bellissima e gli piace aiutare i bambini del suo paese.
Ha il cognome Italiano ma lui è Argentino , si chiamo JAVIER …….

lui è JAVIER ZANETTI, lui è il mio CAPITANO !

 

un grazie sincero all’autore del video

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ORA E PER SEMPRE UN MORATTI PRESIDENTE !

 

Massimo Moratti parla in esclusiva a TuttoSport e le sue parole, come sempre, non sono banali. Il presidente nerazzurro affronta temi inerenti il mondo Inter a 360 gradi, a partire dalla paventata volontà di cedere il club. “Vendo l'Inter? Tutto nasce dal socio cinese che ha manifestato interesse per entrare in società. Poi ci sono stati altri abboccamenti in Europa e Oriente”, dice Moratti. Ma è vero che è stata incaricata la banca d'affari Lazard per sondare il terreno? “Sì, lo ammetto. Conosco bene la Lazard, banca molto esperta nel ramo delle fusioni e delle acquisizioni. La linea, però, è quella cinese. Cerco un socio per costruire lo stadio. Percentuali? Non importa, perché io resto minimo col 51%. Importante che lo stadio sia qualcosa che appartenga alla società e non sia un delegato esterno. E ci sono anche potenziali acquirenti americani. Al di là del socio, farò comunque lo stadio. Lo voglio moderno, non modernissimo. Deve funzionare e ricalcare lo stile della città. Ho sul tavolo una serie di progetti e uno mi intriga da pazzi. Ovviamente ci vuole una legge per sveltire le procedure burocratiche”.

LA VOGLIA DI MOLLARE TUTTO - “Non poche volte ho avuto la tentazione di cedere il club. Penso sia venuto in mente a tutti, tranne ad Andrea Agnelli, che è appena arrivato. Lo farò quando sarà giusto perché, in fondo, dopo un po' è necessario un cambiamento di facce e aumenta il bisogno di nuove idee. Vendere mi torna in mente per tante ragioni, ma poi... penso ai tifosi e alla loro fiducia in me. E mi dico: non li posso fregare”.

INTER RIDIMENSIONATA - “Evidente che abbiamo scelto un profilo più basso, ma era già successo con la Grande Inter. Bisogna gettare le basi per un futuro e avere pazienza. Questa stagione è di passaggio. Anzi, di costruzione. All'inizio tanti ostacoli, poi siamo andati meglio e abbiamo preso piede. E mi sono illuso... Mi conforta che tutti perseguiamo il medesimo obiettivo. Rivoluzione a giugno? Pazienza: è necessario saper resistere alle tentazioni. I condizionamenti arrivano dagli avversari: loro comprano un fuoriclasse e tu che fai? Sei portato a pensare che non puoi restare con le mani in mani e allora ti esponi, spendi. Ora un ragionamento così non è più sostenibile. Berlusconi ha preso Balotelli? Se c'è un'elezione all'anno, un campione all'anno lo compra: è una scusa per divertirsi. Ma anche Berlusconi sa che nel calcio bisogna darsi una calmata”.

RONALDO E CALCIOPOLI -301921_10150913629500063_10150115900800063_21284958_1332630879_n “Ronaldo è stato l'acquisto più intelligente della mia gestione, fatto da me personalmente. Ma ora sarebbe impensabile. Una volta mi sentivo obbligato per provare a vincere, ma qui si scivola su Calciopoli... Squadra fantastica, panchina fantastica, ma niente: non si vinceva. Ora mi sembra che sia finita, più o meno. Almeno speriamo. A distanza di 7 anni penso che non voglio risvegliare una brutta malattia che è stata estirpata. Ora credo che il calcio sia più pulito: prima c'era un'organizzazione, adesso c'è Scommessopoli che è tutta un'altra storia. E non credo che Agnelli riuscirà a sfilarmi lo Scudetto: so come era quella situazione e non ci vedo alcuna ingiustizia, ma solo una conseguenza. Poi dichiaro che quello Scudetto lo amo di più un po' per provocazione e un po' perché è figlio di una sofferenza di troppi anni. E ci tengo a precisare che con Andrea (Agnelli, ndr) i rapporti sono ottimi, gli voglio bene. E' giovin, signore e bravo. Tra di noi c'è affetto e pure alleati in Lega, dove condividiamo un programma. Galliani? La sua è una tattica anche vincente. A lui piace avere le leve del potere, però è preparatissimo e anche... elastico”.

CHAMPIONS, STRAMA E MOURINHO - “La Champions pesa 30 milioni di introiti mancati ed è la base sulla quale lavorare: è una questione di sopravvivenza, ma non so quanto venga recepito da chi va in campo. Con Stramaccioni non posso fare gli stessi ragionamenti fatti con colleghi più maturi: ha tanti pregi e sarebbe un peccato bruciarlo per situazioni estemporanee. Ecco perché sto attento a non buttarlo via. Mourinho? Con José siamo molto affezionati. Magari al Real non apprezzano quando dice: “Noi interisti”. Lui entrava nello spogliatoio ed era come se si accendessero mille lampadine. Poi Benitez, completamente diverso e... lasciamo perdere. Comunque non c'è possibilità che torni”.

 

GLI ARGENTINI, CASSANO, ICARDI E... - “Zanetti non smette, continua: visto quanto corre? Milito e Cambiasso sono due che vogliono il bene dell'Inter e sono disponibili a nuovi contratti decurtati. Quando ne parleremo non ci saranno problemi di alcun tipo. Samuel? No, non si ritira: ha sulla schiena tante battaglie, ma è una roccia. E Cassano ha ancora un anno di contratto con noi. Poi c'è Icardi: dovrebbe essere un nostro rinforzo se chiuderemo con la Samp. Ma non è il vice-Milito, che con l'infortunio, paradossalmente, sarà ancora più carico. Ad ogni modo, Icardi lo vedo bene tra noi. Livaja? Pentito di averlo ceduto, ma Schelotto ha fatto gol nel derby! A organico pieno, Marko non poteva rimanere, doveva andare a giocare, ma poi si è subito rotto Milito. Carew, invece, è una brava persona, ma avrebbe impiegato un mese per entrare in forma”.

TRIPLETE E RIFONDAZIONE - “Dopo il Triplete non potevo ribaltare tutto perché non esisteva motivo per rivoluzionare la squadra. Dovevano esserci le corrette opportunità di mercato. Comunque se ne sono andati Eto'o e Balotelli. E l'allenatore. Il dilemma era: continuare con campioni magari un po' appagati o puntare sui giovani che però hanno bisogno di tre anni per capire come funziona l'Inter e come si vince. Stiamo costruendo e nel calcio ci vuole pazienza”.

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