SNEIJDER ed è stato subito DERBY …

Abbiamo subito capito quanto forte fosse Wesley e che affare avevamo fatto a credere in SNEIJDER, impossibile dimenticare le tante vittorie e le tante emozioni.

Adesso ci si saluta ma il ricordo di un CAMPIONE resta indelebile, buona fortuna Wesley Sneijder per la tua nuova avventura ,  emozioni come quelle che abbiamo vissuto insieme resteranno irripetibili

 

VIDEO DELLA PRESENTAZIONE

 

 

grazie di tutto

 

 

Tuttointer.com

Arbitrare è difficile …

 

Faccio l'arbitro e vi chiedo gentilmente di non criticare ogni volta il nostro operato; ok, avete tutte le ragioni di questo mondo a dire che l'Inter oggi è stata svantaggiata come in altre partite e avreste altrettanto ragione se diceste che ci sono state delle decisioni che hanno avvantaggiato la Juve: non ci sono dubbi. Però, non vedeteci sempre come corrotti, disonesti, non considerateci degli incapaci ad ogni errore grave; lo so, ci capita di commettere degli erroracci alle volte, in questo periodo succede spesso in A, ma fidatevi, arbitrare sul campo e vedere gli episodi in tv è completamente differente: a far la moviola siamo tutti bravi. Non dico ciò per difendere la mia categoria, ma ritengo sia doveroso rispettarci, non saltarci addosso ad ogni sbaglio o generalizzare dicendo che noi arbitri siamo tutti così, quando spesso facciamo anche bella figura, eppure veniamo criticati; d'altronde noi arbitri siamo uomini soli, non veniamo incitati, non usciamo tra gli applausi, a qualsiasi livello arrivano insulti che facciamo bene o meno, perché qualcuno ha sempre da criticare, altri non sanno perdere e diciamolo, in Italia non c'è cultura sportiva, si tende a giudicare troppe persone in malo modo, a considerarle nemiche. Chi arbitra queste cose le sa e non si scandalizza ma, spesso vi assicuro che usciamo dal campo stremati, ci sentiamo in colpa per aver sbagliato e sappiamo di non poter porre rimedio a quanto successo: non pensiate che le lamentele siano il modo migliore per migliorare le cose, anzi, non fanno che peggiorarle. Se volete migliorarle proponete nuove soluzioni come la moviola in campo, punizioni severe per giocatori disonesti che complicano la vita a chi arbitra, un comportamento più adeguato nei nostri confronti da parte di tutti.

 

di Gianluca Valotti

Zero virgola cinquantotto: lo scandalo della Continassa

 

di bausciacafe.com

Questo qui sopra è lo Juventus Stadium. Lo stadio più nuovo e moderno d’Italia, il più completo, il più funzionale, il più bello, il più…tutto. Una meraviglia dell’architettura, la nuova frontiera degli stadi di calcio. Le avete già lette da qualche parte queste cose, no? Potete ammirarlo facilmente, se vi trovate a Torino: da Corso Grosseto imboccate Corso Grande Torino, fate qualche passo e ve lo ritrovate lì, in tutta la sua imponenza, sulla destra. E a sinistra invece cosa vedete?
Già, a sinistra. Si chiama Continassa: 260mila metri quadrati di un sacco di cose. C’è la Cascina Continassa, delle costruzioni, un kartodromo, un parcheggio, tanto verde…bello, vero? Ne volete un pezzettino?

Costa solo 0,58€ al metro quadrato.

Sì, avete letto bene: 58 centesimi di euro al metro quadrato. E’ la cifra che pagherà ogni anno la Juventus per costruire 180mila metri quadrati di -copiamo e incolliamo dalla delibera comunale- campi di allenamento per la prima squadra, un albergo, servizi (e una possibile multisala cinematografica), un centro benessere. In più verranno ospitate residenze per 12 mila metri quadri. All’interno della Cascina Continassa, la Juventus stabilirà la propria sede sociale.

Zero virgola cinquantotto euro al metro quadrato.

La bomba la lancia Oscar Giannino dai microfoni di Radio24 martedì mattina:

Ieri mattina scopriamo tutto e iniziamo ad informarci e poi, da un’idea di Roberto Monzani, nel pomeriggio nasce il #continassagate. All’inizio sembra uno scherzo da mezz’ora, quasi un gioco, ma più leggiamo più ci rendiamo conto che la cosa è invece decisamente seria e trascende i confini dello sfottò. MissGreen contatta il Comune di Torino, che ci fornisce quattro comunicati ufficiali: la modifica del Piano Regolatore, la variante urbanistica, le mozioni di accompagnamento e gli interventi del sindaco e dei consiglieri. Tutto ovviamente in regola, e ci mancherebbe altro, ma quello che lascia basiti è il prezzo: 10,5 milioni di euro. Che “andranno rivisti” chissa come e chissà quando, ma che intanto divisi per la metratura e per i 99 anni di concessione fanno, appunto, la sconvolgente cifra di 0,58€ al metro quadrato all’anno.

“Una vergogna“, dice Oscar Giannino, ma una vergogna che si ripete in realtà, perchè già il terreno su cui attualmente sorge lo Juventus Stadium -un impianto che ha triplicato gli incassi della Juventus, portandoli fra i 34 e i 40 milioni di euro l’anno- fu ceduto più o meno alle stesse condizioni. E allo stesso prezzo. Già all’epoca, fra l’altro, la Juventus aveva presentato un progetto per l’area della Continassa, progetto che riguardava esattamente la stessa area di cui parliamo oggi ad eccezione dello spazio tra la Provinciale 8 e via Traves (in alto a sinistra nell’immagine qui sopra). In quella zona il Comune di Torino con un bell’appalto da cinque milioni di euro aveva realizzato l’Arena Rock, un’area che doveva essere nelle intenzioni dedicata esclusivamente ai concerti…nelle intenzioni, appunto: l’Arena Rock con i suoi 5 milioni di euro non è invece mai stata utilizzata e allora, di recente, si è fatta un’altra bella gara con la quale si è deciso di affittare l’area a un privato per la costruzione di un kartodromo. L’area viene assegnata, come riferisce Vittorio Bertola, a 27.000€ l’anno e il kartodromo costruito e pronto per l’uso. Non si fa neanche in tempo ad inaugurarlo, però, che la Juventus torna a fare la voce grossa: rivuole quell’area e la rivuole tutta, per farci il centro sportivo, l’albergo e tutte le belle cose già elencate sopra. Senza fare alcun tipo di gara, ovviamente.

Il Comune di Torino cosa fa? Obbedisce. Senza neanche preoccuparsi più di tanto del proprietario del kartodromo e del suo investimento di quasi 2 milioni di euro (“è all’esame della Civica Amministrazione la modalità più idonea per liberare l’area e consentire la realizzazione del centro sportivo“) risponde presente a mamma FIAT, si preoccupa di liberare l’area e si assicura che la spesa per i padroni di Torino non sia eccessiva. “Lo facciamo un eurino al metro? No, è troppo? Facciamo zerosettan…zerosessan…ehm…cinquantotto centesimi? Va bene? Se vuole lo abbassiamo un altro pochino, vecchia signora mia..no? Molto magnanima, grazie”. E via andare: lo stadio è costruito, il centro sportivo anche, la nuova sede, l’albergo, il cinema, il centro commerciale, il centro benessere e chi più ne ha più ne metta. Ricavi pazzeschi all’orizzonte, a costo zero o poco più: la famiglia Agnelli può già iniziare a contare i soldi. O continuare a farlo.

“Sono soldi privati” diranno, “era necessario riqualificare la zona” spiegheranno. Già. E ringraziassero anche FC Juventus, gli abitanti del capoluogo più indebitato d’Italia (fonte CGIA), per essersi fatta carico di una spesa così ingente: in fondo non gliel’ha chiesto nessuno, lo ha fatto solo per il bene della città. Non ci sono mica dubbi. O no?

Ecco come si costruiscono gli stadi a Torino, mentre nel resto d’Italia si aspettano leggi, finanziamenti e dichiarazioni di agibilità.
Bastano 0,58€ al metro quadrato per passare per innovatori e farsi belli grazie alla stampa cieca (e sorda, e muta).

Ah, a proposito: la stampa. Per due giorni non ne ha parlato nessuno o quasi fuori da Torino, oltre al già citato Oscar Giannino. Silenzio totale. Nella giornata di ieri si è alzato un polverone su twitter grazie a un paio di blogger a caccia di fantasmi. Può nascere una notizia su twitter ed arrivare ad avere la ribalta che merita? Chi lo sa. Noi lasciamo tutto qui, nero su bianco, e ci fermiamo su quello che secondo noi deve essere il limite per un blog che parla di calcio e che è andato forse anche oltre i propri confini abituali.

C’è qualcosa di poco chiaro? Sperpero di beni pubblici, speculazione edilizia, implicazioni politiche? Non lo sappiamo nè ci interessa.
Però, cari giornalisti, stavolta abbiamo davvero fatto tutto il lavoro per voi.
Approfittatene.

http://www.bausciacafe.com/2012/11/15/zero-virgola-cinquantotto-lo-scandalo-della-continassa/

c'è solo l'INTER


bausciacafe.com

È nelle ore che precedono partite come questa che si rinforza in me la felicità di essere interista, perché noi non siamo mai stati e mai saremo quella roba lì. Quando passa questa canzone allo stadio la cantiamo tutti insieme, sottolineando le parole dell’Avvocato Prisco, imprecando mentre passano le immagini del fallo di Iuliano su Ronaldo, applaudendo i goal del Triplete, piangendo le lacrime di  gioia di Zanetti…  Siamo una cosa unica, noi e l’Inter. È quello che serve stasera.

Nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia… c’è solo l’Inter, finché morte non ci separi.

E’ vero, ci sono cose piu’ importanti
di calciatori e di cantanti
ma dimmi cosa c’è di meglio
di una continua sofferenza
per arrivare alla vittoria
ma poi non rompermi i coglioni
per me c’è solo l’Inter

A me che sono innamorato
non venite a raccontare
quello che l’Inter deve fare
perchè per noi niente è mai normale
nè sconfitta nè vittoria
che tanto è sempre la stessa storia
un’ora e mezza senza fiato
perchè c’è solo l’Inter

C’è solo l’Inter, per me, solo l’Inter
C’è solo l’Inter, per me

No, non puoi cambiare la bandiera
e la maglia nerazzurra
dei campioni del passato
che poi è la stessa
di quelli del presente
io da loro voglio orgoglio
per la squadra di Milano
perchè c’è solo l’Inter

E mi torna ancora in mente l’avvocato Prisco
lui diceva che la serie A è nel nostro dna
io non rubo il campionato
ed in serie B non son mai stato

C’è solo l’Inter, per me, solo l’Inter
C’è solo l’Inter, per me, per me
C’è solo l’Inter, c’è solo l’Inter,
c’è solo l’Inter, per me
C’è solo l’Inter per me

http://www.bausciacafe.com/2012/11/03/ce-solo-linter/


INTER-PARTIZAN 1-0

di settore.myblog.it/
FUORI ORARIO

Per chi considera una diminutio l'Europa League e per chi non si è ancora abituato al giovedì, la formula di Inter-Partizan (Europa League, il giovedì, in casa, alle ore 19) avrà messo alla prova anche l'interista più oltranzista. Il giovedì alle 19 la gente normalmente fa altro, diciamolo. Io per esempio ho patito uno strano fenomeno. Ero sul mio divano e a un certo punto della partita, direi verso la metà del primo tempo, mentre sognavo a occhi aperti Branca e Ausilio che a reti unificate presentavano Markovic acquistato a titolo definitivo per Alvarez e 7 milioni, mi sono improvvisamente ridestato e mi sono chiesto:

"Ma ho cenato?"

Praticamente il mio cervello e il mio stomaco erano preda di una specie di jet lag calcistico. Pensavo fossero le nove, nove e mezza (orario consono alla metà di un primo tempo serale) e invece non erano ancora le sette e mezza. Il bello è che ci ho messo un po' a rendermene conto. Mi chiedevo: ma cosa cazzo ho mangiato visto che ho già fame? E quando? E dove? E con chi?

Mentre mi ero ormai quasi convinto a chiamare il 118 o, in subordine, "Chi l'ha visto?" per una denuncia preventiva (pronto, redazione? Senta, vorrei segnalare il caso di uno smemorato. Chi? No, non mio zio. Io. No, non mi sono ancora perso. Non ancora, almeno. Interessa?), finalmente mi rendevo conto che erano le sette e mezza. Quindi non ho un ricordo esatto di quella fase di partita perché ero in preda al panico.

Per il resto, bene bene. Cioè no, non so, non saprei, proprio bene bene no, vabbe', ma io questa Europa League non la maneggio, forse non mi interessa (ancora), non mi stimola la concentrazione. Però apprezzo - moltissimo - questa Inter che non prende gol (non si sa come, giocando con questo Silvestre) (credo che stasera sia stata principalmente una questione di culo, se mi posso permettere), crea occasioni e soprattutto si toglie dai guai e va a vincere partite in momenti e in modalità a noi ignote in tempi recenti. Non voglio fare paragoni sciocchi o esagerati, ma mi limito a dire che tutto ciò è molto bello. Poi io questo Markovic lo prenderei, o almeno inizierei a trattarlo per poi farmelo fottere dal Psg che offre il quadruplo. Così, per mantenere una nostra coerenza.

E comunque, il coefficiente Uefa non si può alimentarlo noi da soli. Altrimenti chiediamo la scissione dall'Italia, creiamo uno staterello indipendente ad Appiano Gentile e ce ne andiamo per i cazzi nostri, a saprofiti, 'cci vostri!

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juve la nuova TERAPIA SANGUE “ARRICCHITO”

di fantagazzetta.com

Quella tra il doping e la Juventus è una storia oramai morta e sepolta da diverso tempo: le accuse sibiline ma poi non tanto di un allora giovane Zeman, i processi con relative immagini ancora fruibili sul web, l'accusa, poi decaduta, del famoso Epo, l'utilizzo di farmaci off label e quant'altro riguardi quella storia oramai appartiene ad un tempo che per il calcio corrisponde a praticamente più di un'era geologica fa. Ma c'è qualcuno, come Cristian Amadei, che sull'International Business Time ha lanciato un'accusa non troppo velata e diretta proprio all'ambiente bianconero e proprio sull'argomento doping.

Nel proprio organigramma sportivo la Juventus infatti annovera come preparatore atletico Julio Tous Fajardo, non troppi anni fa ricercatore associato presso il laboratorio della performance sportiva (Inefc) dell'Università di Barcellona, entrato poi nel mondo pallonaro come preparatore del Barça di Rijkaard. Amedei racconta che il sospetto di Fajardo implicato nel mondo del doping si comincia ad avere con Rafa Nadal, di cui  Fajardo era preparatore.

Vista la delicatezza dell'argomento, riportiamo parola per parola quella che è la considerazione di Amadei. Ecco il passo del testo cruciale: 

"Già nel 2009 a seguito di una serie di infortuni dichiarati dal giocatore, lo spagnolo potè saltare i controlli antidoping prima di Winbledon, con una fitta rete di sospetti sollevata da colleghi tennisti e esperti dell'ambiente. Dopo il declino ci fù il possente ritorno del fenomeno spagnolo ma solo dopo una cura miracolosa. "Come si legge su TennisWorld Italia: "I giornali spagnoli hanno riportato che la cura di cui ha usufruito Rafa sia la PRT (Platelet Rich Therapy, terapia ricca di piastrine, traducendo alla lettera). Spieghiamo bene di cosa si tratta: il sangue del paziente viene preso e centrifugato in un macchinario, quindi il sangue coagulato viene iniettato nella zona dell'infortunio. Nadal stesso ha evidenziato come sia un trattamento "doloroso ed applicato direttamente sul tendine". Questo è un dettaglio non trascurabile, in quanto solo la parte del corpo in questione può ricevere il trattamento della PRT, altrimenti perseguibile dall'antidoping. Tamira Paszek infatti, per una variazione nella procedura sul trattamento alla schiena cui si è sottoposta nel 2009, è stata anche posta sotto indagine". Insomma un trattamento basato sull'iniezione di sangue "arricchito" con i fattori di crescita grazie al quale l'organismo rigenera più velocemente i tessuti lesionati nel corpo dell'atleta ed è impossibile determinare a posteriori questo tipo di pratica a meno che non sia dichiarata direttamente dall'interessato. Molti sospetti su Nadal, ma niente di concreto."

Il pezzo poi si conclude con una domanda, a questo punto scontata vista la premessa sviluppata: che ci fa un preparatore così nello staff bianconero? Attenderemo e FG vi informerà se la Juventus o un qualunque altro organo vorrà rispondere a quanto detto e riportato da Amadei.

Andrea De Pasquale

articolo tratto da
http://www.fantagazzetta.com/calcio-italia/juve-i-fantasmi-del-doping-sul-preparatore-fajardo-164119

INTER-FIORENTINA 2-1 - TERZA POSIZIONE

di settore.myblog.it/

Non è un caso che certe partite tu le possa giocare contro squadre che, appunto, giocano. Non contro squadre che adottano un agile 8-1-1 e agiscono in contropiede e poi magari ti fottono e ti gettano nel dramma più assoluto. E comunque si tratta di un progresso significativo, un progresso vero. Per dire: contro la Roma - una squadra che giocare gioca, anche se non sempre per se stessa - l'avevamo preso in quel posto, e invece con la Fiorentina abbiamo finalmente tirato fuori al momento giusto quel che spesso era mancato. La miglior partita, il miglior risultato, la miglior impressione, il miglior umore. Oddio, forse ci potevamo anche togliere uno sfizio, quello di trasformare non dico tutte, ma almeno i due terzi delle occasioni create, e quindi piazzare il botto, chessò, un bel 5-0 con cui impressionare tutta l'Italia e puntare alla beatificazione. Ma forse è meglio così, abbiamo battuto un colpo e adesso prepariamoci a mantenere la barra dritta. Senza esagerare con l'autostima. In fondo una settimana fa per l'immaginario sportivo italico - e anche per qualche bel tifosotto nostro - eravamo una squadra-disastro che non aveva gioco, palle, futuro. Sette giorni dopo ci ritroviamo con sei punti in più e una reputazione già restaurata, almeno fino al prossimo sfondone.

Nel frattempo - da qui al derby, che arriva lemme lemme con un profilo un po' così, causa un Milan un po' così - ci sfiniranno di domande. Non è che il vostro problema è Sneijder? Non è che siete provinciali con quella difesa a tre? Non è che per caso vi state convincendo di avere dato una sòla al Milan e di esservi presi con 7 milioni di conguaglio il giocatore che magari vi cambia la stagione?

E chi lo sa? (un consiglio: non rispondete, cambiate discorso, oppure fate finta che non vi interessi. Oppure se siete con un uomo e passa una donna con un bel culo esclamate: e basta con 'sto pallone, guarda che bel culo!)

E intanto si verifica una cosa interessante. Dopo appena 6 giornate, quindi a un'eternità di 32 dalla fine, e ancora in forte anticipo al solo arrivare - non dico del Natale - dell'ora solare, la classifica ha un suo perchè. Su cui, volendo, si potrebbe spendere qualche energia cerebrale. Sono (già) in testa e hanno (già) scavato un minimo solco le due squadre favorite, probabilmente le migliori, sicuramente le più rodate. La Juve è la Juve, e va bene, è la strafavorita. Ma il Napoli va che è una meraviglia, ha fatto 9 punti con tre delle squadre che giocano meglio (Fiorentina, Lazio, Samp) ed è molto positivo che tenga il fiato sulla gobba dei gobbi. Che l'Inter sia (già) al terzo posto è di ottimo auspicio. Alla giornata numero 7 una partita non banale - il derby, in trasferta - ci dirà un po' di più sui soliti argomenti che ci attanagliano: chi siamo, dove andiamo, quelle robe lì, you know.

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articolo di settore.myblog.it/

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