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03/06/09

Estate '09: l'Inter fra gli States e la Cina

Mercoledì, 03 Giugno 2009 16:37:47 - inter.it
[FOTO Mercoledì, 03 Giugno 2009 16:37:47]

MILANO - La vittoria del 17° scudetto è l'attualità, la felicità dei tifosi, ma l'Inter è già al lavoro per programmare la prossima stagione. Nei prossimi giorni José Mourinho volerà in Cina per la ricognizione a Pechino, dove i nerazzurri sabato 8 agosto '09 affronteranno il primo impegno ufficiale 2009-2010: la finale della Supercoppa Italiana contro la Lazio.

Tutto è già pronto per un futuro che vuole essere ancora vincente. La squadra si ritroverà al centro sportivo "Angelo Moratti" di Appiano Gentile venerdì 10 luglio 2009, con primo allenamento nel pomeriggio. Si replica il giorno dopo in mattinata (sabato 11 luglio 2009), ma non saranno presenti tutti i calciatori, alcuni infatti si aggregheranno direttamente a Los Angeles, dove l'Inter scenderà in campo per la prima volta il 13 luglio. La partenza del gruppo dall'Italia è fissata, infatti, per domenica 12 luglio.

A Los Angeles, nei primi tre giorni, sono programmati due allenamenti al giorno. Giovedì 16 luglio, invece, è in scaletta la prima amichevole dell'estate 2009: contro una selezione locale (ore 16) e si giocherà nel centro sportivo dell'UCLA che ospiterà il lavoro della squadra di Mourinho. Ancora allenamenti venerdì 17 e sabato 18, mentre il 19 luglio i Campioni d'Italia si trasferiranno a Palo Alto per affrontare i messicani del Club America (inizio gara ore 16 locali). Terzo appuntamento in campo a Pasadena, martedì 21 luglio, contro il Chelsea: ore 20 locali. Quindi trasferimento a Bolton, con 4 giorni d'allenamento (e 6 sedute conplessive) prima del derby d'esportazione con il Milan, in programma domenica 26 luglio (calcio d'inizio ore 17 locali).

Dopo il rientro in Italia, gli allenamenti ad Appiano Gentile riprenderanno mercoledì 29 luglio: a seguire la partenza per il Principato di Monaco dove, il 30 luglio, per il Trofeo Pirelli-Sky, in serata l'Inter affronterà il Monaco (orario ancora da stabilire). Al rientro, dopo un giorno d'allenamento (31 luglio nel pomeriggio) al centro sportivo "Angelo Moratti", 48 ore di riposo e quindi, lunedì 3 agosto 2009, la partenza della Cina dove sarà preparata la finale della Supercoppa Italiana Tim contro la Lazio di sabato 8 agosto.

Al rientro in Italia, la preparazione continuerà ad Appiano Gentile con l'avvicinamento progressivo all'inizio del nuovo campionato, con il primo turno della Serie A Tim 2009-2010 in programma nel weekend del 22 e 23 agosto '09.

Ufficio Stampa inter.it

02/06/09

PREMIAZIONE A SAN SIRO


Scudetto Inter 08/09

01/06/09

Slowemotion - 38a Giornata Serie A - Inter Channel

30/05/09

Inter Club Facchetti pesenta

L’Inter Club Giacinto Facchetti e lieto di presentarvi:

Venerdi 5 Giugno a Busca provincia di Cuneo

IL MUNDIALITO PER CLUB DI BUSCA


Partecipano:
- Inter Club Giacinto Facchetti Busca
- Milan Club Revello
- Toro club Busca
- Juve club Busca

Il torneo sarà di calcetto e si dividerà in tre fasi:
- Cat “bimbi”
- Cat “Giovani”
- Cat “club”

All’esterno durante tutta la manifestazione
si troveranno dei gazebo con buffet e bibite…..

PROGRAMMA

Venerdi 5 Giugno

CATEGORIA “BIMBI”
- Inter-Torino (sintetico) ore 14,00
- Juventus- Milan (palestra) ore 14,00
- Inter-Juventus (palestra) ore 14,45
- Torino-Milan (sintetico) ore 14,45
- Juventus-Torino ore 15,30
- Inter-Milan ore 15,30

CATEGORIA “GIOVANI”
- Torino-Milan (palestra) ore 16,15
- Juventus-Inter (sintetico) ore 16,15
- Inter-Torino (palestra) ore 17,00
- Milan-Juventus (sintetico) ore 17,00
-Torino-Juventus ore 17,45
- Milan-Inter ore 17,45

CATEGORIA “CLUB”
- Juventus-Inter (palestra) ore 19,00
- Milan-Torino (sintetico) ore 19,00
- Torino-Inter (sintetico) ore 20,00
- Milan-Juventus (palestra) ore 20,00
-Inter-Milan ore 21,00
- Torino-Juventus ore 21,00

Alla fine grande premiazione…..con la coppa mundialito che aspetta il vincitore!!!!

a Busca via monte ollero n 3 provincia di Cuneo

LUIS FIGO uno di noi

Figo: "cari amici dell'Inter, un grazie speciale"

Sabato, 30 Maggio 2009 10:56:28 - inter.it
[FOTO Sabato, 30 Maggio 2009 10:56:28]

Cari Amici dell'Inter,

domani, 31 maggio 2009, sarà la mia ultima domenica da calciatore. Insieme con gli amici dello Sporting Lisbona, del Barcellona, del Real Madrid e della nazionale portoghese voglio ringraziare tutti voi, tifosi nerazzurri, che mi avete dimostrato affetto sin dal primo giorno a Milano.

Mi fa molto piacere che l'ultima domenica da calciatore sia, per me e per tutti noi dell'Inter, una domenica di festa per il successo del quarto scudetto consecutivo.

Vincere è sempre stato l'unico vero obiettivo della mia carriera. Vincere tutto quello che potevo vincere, dalle partitelle in allenamento ai campionati, dalle coppe ai trofei personali. E per arrivare a vincere ho conosciuto una sola strada, quella del sacrificio e del lavoro. Me lo hanno insegnato quando ero ragazzino allo Sporting e tutto quello che ho ottenuto non è mai arrivato per caso, ma dopo tanti sacrifici.

Per questo motivo, oggi, voglio anche chiedere scusa se in qualche partita o in qualche periodo, per colpa di un infortunio o di altro, non sono riuscito a dare il massimo. Il primo a essere dispiaciuto ero io, perché non riuscivo a dare a tutti voi quello per il quale avevo lavorato.

Quando sono arrivato a Milano, l'Inter era una squadra che stava imparando a vincere. Di strada ne abbiamo fatta tanta insieme e per questo voglio ringraziare il presidente Moratti, gli allenatori, tutti i compagni, tutte le persone del club che ho conosciuto e con le quali ho lavorato. Se sono stato bene a Milano il merito è loro.

Il calcio mi ha dato tanto, ma soprattutto mi ha regalato la possibilità di conoscere persone meravigliose, amici che resteranno per sempre, e in questo gruppo il presidente Moratti e chi ho conosciuto qui, nell'ambiente nerazzurro, avranno un posto speciale. Come tutti voi, cari tifosi.

Non avere mai avuto un problema con un solo mio compagno di squadra è il trofeo più bello della mia carriera.

A tutti gli interisti, un abbraccio sincero e la convinzione che l'Inter continuerà a lavorare per vincere sempre di più.

Con affetto,

Luis Figo

Ufficio Stampa inter.it

27/05/09

Che tristezza...

Danilo Nucini, ex-arbitro, deposizione di ieri
al processo su Calciopoli

''Se sbagliavi a favore della Juve arbitravi in serie A, se sbagliavi contro la Juve arbitravi in B''.

''I problemi si evidenziarono soprattutto in occasione di una partita Juve-Bologna quando, a 9 minuti dalla fine, assegnai un calcio di rigore alla squadra emiliana che Cruz tiro' fuori. Bergamo mi disse che se il rigore di Cruz fosse entrato avrei finito la carriera. Al raduno di Coverciano fui rimproverato dai designatori, Pairetto e Bergamo, ed ebbi una sospensione di 40 giorni e il campionato successivo arbitrai solo in B".

"Un'altra contestazione mi fu mossa da Pairetto per non aver ammonito l'interista Di Biagio durante un Inter-Udinese finito 2-1. La stagione successiva, in serie B, dopo un Napoli-Ancona 1-2, negli spogliatoi ho incontrato Luciano Moggi che mi ha detto 'complimenti, ci vediamo presto'. Decisi di preparare una sorta di diario in cui annotavo i giudizi positivi espressi dai designatori in partite in cui registravo errori a favore della Juve o a svantaggio delle avversarie. Giudizi che, nei casi opposti (errori contro Juve o a favore di rivali), erano invece negativi. Chi ascoltava le sirene andava in alto''.
"Di questa situazione parlai con Giacinto Facchetti, di cui ero amico, e lui era incredulo, non pensava che succedessero queste cose. Su suo suggerimento, tentai di informarmi nell'ambiente arbitrale su chi fosse Mariano Fabiani, ex ds del Messina ritenuto molto legato a Moggi. Ci furono reazioni imbarazzate, poi l'arbitro De Santis mi ha detto che se si voleva fare la serie A si doveva passare attraverso Fabiani e Moggi"

"Ho incontrato Fabiani, che mi ha assicurato che avrei arbitrato di nuovo in A e mi ha messo in contatto prima telefonicamente con Moggi (''staitranquillo, ascolta quello che dice Fabiani e ci pensiamo noi'') e poi di persona, organizzando un incontro in un albergo di Torino. Moggi in quella circostanza ha rassicurato che 'Nucini deve essere trattato bene, valorizzato e mandato in serie A'.  In quella occasione, ho sentito Moggi che chiamava Bergamo e chiedeva al designatore di non mandare Dondarini ad arbitrare la partita della Juve. Fabiani mi ha consegnato una scheda telefonica raccomandandomi di utilizzare tale scheda per parlare solo con lui e di non fare telefonate a persone diverse. Ho informato Facchetti dell'incontro, gli ho detto della scheda sim di cui mi sono poi disfatto".

INTERISTA FAI ATTENZIONE

Il prato da tagliare (senza Jardinero)

primapagina_largeL'annuncio ha zittito tutti. I Laudisa, i De Paola, i Sanvito e tutti i mediaservi di Ettorino (cit.), "er Penombra" (cit.), Rognoni. Complimenti a Guadagno, giornalista del CorSport, che domenica aveva anticipato la notizia, anche se aveva puntato l'accento su elementi secondari, forse fuorviato dal suo cognome.
L'annuncio alle 23:00 è un qualcosa di tempisticamente perfetto. Tutte le prime pagine sono state predisposte, tutti gli editoriali scritti, gli articoli inseriti. Sull'affaire Mourinho, poi, gli espertoni di calciomercato italiano (e spagnolo) avevano scritto di tutto. Molti davano Mou partente destinazione Madrid senza nemmeno un agente immobiliare che avesse sparso la notizia dello stop del pagamento del canone di locazione nella villa di Como, o dei vicini che avessero visto il prato tagliato per poterla vendere con maggiore facilità (abbiamo letto anche questa). Insomma, parole al vento. Come quelle di As che aveva riportato addirittura le condizioni fissate da Mourinho in un articolo che sembrava scritto con l'ausilio di Wikipedia.  
L'annuncio in tarda serata scombussola i piani delle redazioni chiuse e gran parte degli articoli sono stati cestinati. Tocca riscrivere la storiella, sulla base del solo comunicato dell'Inter. Immaginiamo le facce di Verdelli e Laudisa, ai quali non rimane che sperare nel caso-Ibra per continuare il filone dell'alta tensione. Del Milan, in prima pagina, nemmeno una riga, tranne la pubblicità ai propri dvd su Maldini. Ancelotti? Leonardo? Do you Know Leonardo, Verdelli? Quello spintonato da capitan Maldini al termine di Milan-Roma?
I mediaservi di Cologno Monzese, non potendo più mettere in discussione la permanenza del tecnico avversario, la buttano sui soldi. La battaglia del grano, viene definita. Piccolo esempio di prostituçao: domenica pomeriggio, Carlo Ancelotti era in collegamento con Mediaset Premium e Bargiggia ha rinfacciato all'allenatore di Reggiolo il suo abboccamento dello scorso anno con Chelsea per spuntare un ingaggio più elevato. Secca la replica di Ancelotti che ha capito di essere stato scaricato anche dai media familiari. Se Bargiggia era a conoscenza della battaglia del grano in essere a Milanello, perché non l'ha riferito prima? Due possibili risposte: certe notizie non potevano essere date, non si poteva certo parlar male, all'epoca, di Carletto e del Milan ricattato, oppure si tratta di una invenzione di Bargiggia per screditare l'ormai traballante tecnico agli occhi del pubblico rossonero.
Perché allora si è passati dalla grana Mou al grano di Mou, con tanto di sondaggio? Perché il nano malato non spende più, c'è grossa crisi, diceva Quelo, allora Massimo "mani bucate" Moratti non può farlo. Dimenticandosi di 20 anni di gestione Berlusconi fatti di rosso (in bilancio) e nero (fuori bilancio). Ammesso che l'abbia fatto, tra l'altro. Sì, perché Mou è così avido che avrebbe messo su un teatrino del genere per un milione e mezzo all'anno. Il concetto di utilità marginale è sconosciuto. Non per avere più peso decisionale, non per farsi acquistare un difensore centrale in grado di sostituire all'occorrenza gli "infortunabili" Chivu e Samuel o il centometrista Cordoba. E nemmeno per evitare il rinnovo di Cruz. Mou vuole vincere e nel post partita col Siena ha spiegato esattamente le linee da seguire: "Quando si vince è molto difficile cambiare. E' molto difficile perché il cuore lavora, l'emozione lavora, il ricordo dei grandi momenti diventa importante. Bisogna essere un po' freddi o nascondere un po' l'emozione per decidere di cambiare 2,3,4,5 giocatori di una squadra che ha vinto. Noi abbiamo bisogno di essere un po' razionali".
Appurata la permanenza di Mourinho, Laudisa, parlaci un po' di kakà, del rinnovo di Favalli, se Seedorf rimarrà a farsi fischiare anche il prossimo anno o dell'eventuale riscatto di Senderos. Nessuno di questi ha tagliato il prato di recente?

bausciacafe.splinder.com

26/05/09

Mourinho vincente Inter vincente

L'Inter e Mourinho insieme fino al 2012

Lunedì, 25 Maggio 2009 23:02:11
[FOTO Lunedì, 25 Maggio 2009 23:02:11]

MILANO - Rispondendo alla volontà dell'allenatore di proseguire nel progetto avviato insieme un anno fa, volontà accolta con piacere dalla società come segnale di attaccamento e spirito sempre vincente, F.C. Internazionale rende noto il prolungamento del contratto di José Mourinho fino al 30 giugno 2012.

F.C. Internazionale

25/05/09

MALDINI

POVERACCI

Noi ci divideremmo su questioni molto più complesse. Ronaldo: il più grande, oppure un infamone? Vieri: un signor centravanti da 123 gol, oppure un coglione? Recoba: un genio del pallone, oppure il più grosso pirla mai arrivato a Milano? Un test sarebbe interessante: calarli a sorpresa in un Meazza strapieno e sentire la reazione degli spalti. Ma questi sono casi estremi e complicati. A uno che avesse fatto 901 partite con la nostra maglia, avendo indossato solo quella in tutta la carriera, noi riserveremmo un trattamento un po' diverso. Poi, per carità, ognuno per la sua strada (penso alla Zio). Ma al momento del congedo, nel Giorno del Ringraziamento, tutti in piedi e groppo in gola.

Oggi a San Siro, sponda Fininvest, è invece andato in scena uno spettacolo davvero triste. Anche perchè i contestatori non erano nè pochi nè isolati, se li devo giudicare dalla lunghezza degli striscioni. Gioca l'ultima partita uno che ha vestito 901 volte la tua maglia, e tu lo mandi affanculo (mezzo striscione benevolo e poi la mazzata nella riga sotto: che stronzi)? Maldini ha pagato oggi pomeriggio la sua colpa, quella di non essersi mai mischiato con gli ultrà, quella di essersi dissociato dal gioco dei ricattucci. Quella, un annetto fa, di avere detto cose che ipocritamente non dice mai nessuno: e cioè che dietro le contestazioni di una curva c'è spesso roba che con il calcio giocato non c'entra una fava, e cioè - cito Maldini - questioni economiche e di potere.

Della serie: come li abbiamo ridotti. I gobbi cacciano l'allenatore a due giornate dalla fine, e i cacciaviti vivono in piena schizofrenia: quando vincono si fanno le seghe e quando perdono si scoprono al circo Medrano, quando le cose vanno bene sono tutti bravibellibuoni e quando le cose vanno male si cancellano anche 901 partite insieme, 24 anni e 5 mesi, un'eternità. Un'eternità, tra l'altro, mica a perdere: di riffa o di raffa, e con grande scuorno nostro, la storia del Milan berlusconiano e maldiniano è fatto di 27 trofei. Quest'uomo lascia il calcio e tu lo mandi a cagare mentre fa il giro di campo. Begli amici.

Peraltro, dove sta la sorpresa? Il delitto di Lesa Curva, purtroppo, è sempre vigente. Le 901 partite in rossonero di Maldini non sono valse come attenuante. Chi tocca la curva muore, e non si fanno sconti. Lo sappiamo anche noi: lo striscione "Juve-Lecce a porte aperte" esposto in curva Nord quattro giorni dopo l'epocale caso-Balotelli aveva già spiegato tutto - ce ne fosse stato bisogno - qualche settimana fa. C'è un concetto, un codice, uno status di curva che è assolutamente trasversale e che regge tutto l'ambaradan. C'è un'autoreferenzialità delle curve che costituisce, più che la loro ragion d'essere, l'unica vera garanzia di esistenza in vita. E così ce le dobbiamo tenere. E così dobbiamo star lì a guardare il processo pubblico di una curva al proprio capitano, nel giorno dell'addio a uno stadio in cui avrà giocato più o meno 450 volte,. Un giocatore esemplare per correttezza, comportamento (anche fuori dallo stadio), vita d'atleta (non fosse stato per le ginocchia, questo avrebbe giocato fino a 45 anni).

Nella mia ingenuità considero che fare la voce grossa sia un segno di debolezza, oltre che di arroganza. Però questi qui - questo genere di curvaioli, quale che sia la loro bandiera - non mollano. Saranno anche deboli, ma duri a morire, durissimi.

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20/05/09

Scudetto 17 Inter: il taglio della torta